Frida Kahlo, una famosa pittrice messicana con disabilità che affrontò la sua complicata condizione fisica riuscendo a trasformare la sua immobilità in un mondo artistico formato da una pittura unica e originale.

Come spesso succede quando si studiano i profili di persone famose con disabilità, si tende ad enfatizzare l’aspetto eroico dell’artista e a sminuire il lato oscuro e difficile. Nel caso della pittrice messicana Frida Kahlo, la disabilità è stata nascosta dalla sua grande capacità di trasformare il dolore personale in opere artistiche che sono apprezzate in tutto il mondo.

La sua esistenza, infatti, fu pesante e crudele, piena di dolori e grandi emozioni che le portarono depressione, allontanamento dalla vita sociale, perdita della condizione di tutta la realtà che la circondava. Ma la sua arte è la traccia di un successo raggiunto negli anni che la salva dall’essere considerata sia una vittima da un marito infedele che un’icona con disabilità.

Frida Kahlo era una donna con problemi fisici che fin da quando era piccola affrontò la sua complicata condizione di salute opponendosi e riuscendo a trasformare l’immobilità in creazione artistica e successivamente a trasformare il suo dolore in vere e proprie opere d’arte. Il dolore rappresentato nelle sue tele non è mai disperazione, ma mostra l’intensità e la debolezza del genere umano.

I numerosi autoritratti, particolari e adornati da colore, ci rivelano quanto quest’artista ferita, sia stato il fulcro nella sua arte e nella sua esistenza di vita. Frida era una donna con una forza speciale, probabilmente necessaria per dover affrontare sia i problemi di salute che quelli personali.

Dopo numerose operazioni chirurgiche, alcune non necessarie da un punto di vista medico, o la forzatura con cui cercò di portare a termine ben tre gravidanze, senza riuscirvi, mostra la determinazione nel voler superare la barriera del suo corpo fragile, ritenuto un grande muro per la sua grande personalità e l’enorme voglia di vivere.

Anche la relazione con il famoso pittore Diego Rivera, che le provocò più infelicità che gioia, mostra la forte passione con la quale fu in grado di affrontare le sue avversità e trasformare questa ossessione d’amore in un legame quasi mitologico.

Nelle scritture del suo diario, realizzato negli ultimi dieci anni di vita, Frida parla della sua passione senza limiti nei confronti del marito infedele e solamente dopo l’amputazione della gamba destra, un anno prima di morire, compare il grande sconforto che la fa sentire inadatta e vogliosa di andarsene.

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